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BlogCase History: Google VS Facebook

Case History: Google VS Facebook

Quella che vogliamo presentarvi oggi è un’ interessantissima case history che riguarda un sito di cui curiamo il posizionamento nei motori di ricerca ormai da due anni, il sito in questione è parquet-laminati.it.

“Parquet” (noi lo chiamiamo così), è un sito che si occupa della vendita di pavimenti in laminato, battiscopa e parquet su internet. Si tratta di un sito che detiene la prima pagina e posizione per svariate parole chiavi, un servizio che continuiamo a svolgere in maniera impeccabile, visti anche i notevoli risultati ottenuti dall’azienda.

Siamo un’azienda dinamica e giovane e, oltre al servizio di posizionamento da noi svolto su questo sito (il sito è stato costruito da terzi) effettuiamo altri servizi. Ci occupiamo, ad esempio, anche di altre campagne pubblicitarie, come quella Social  (investimento mensile 120 euro) da diversi e diversi mesi. Il Social in questione è Facebook. Per capire al meglio la conversione del traffico abbiamo effettuato uno studio sul comportamento degli utenti.

Analisi conversione traffico Web

L’ analisi effettuata è stata fatta unicamente tramite Analytics, selezionando e deselezionando la provenienza del traffico, fino a studiare il comportamento dell’ utente.

Alcuni dei dati che ci hanno fatto insospettire sulla”bontà” del traffico di Facebook è stata la notevole percentuale di un dato che prende il nome di “frequenza di rimbalzo” che era quasi del 70%, un numero elevatissimo! Per chi non ne fosse a conoscenza, la frequenza di rimbalzo identifica il numero di visitatori che non compie nessuna azione all’interno del sito (entra ed esce immediatamente). In aggiunta al 70% dei navigatori “latitanti” abbiamo notato che il restante 30% degli utenti provenienti da Facebook non era poi così tanto interessante. Sì, avete letto bene! Nessuno di questi arrivava nella pagina del carrello, neppure per sbaglio! Figuriamoci a compiere l’ operazione di acquisto.

Questa case history ha permesso al committente di “sfruttare” al meglio il proprio budget a disposizione ed evitare di buttare molti altri soldi al vento. La conferma di questo studio è giunta dall’andamento delle vendite dopo lo STOP della campagna Facebook (30 giorni).

IMPORTANTE | Questo studio non vuole screditare Facebook o l’ utilizzo dello stesso per ricevere traffico verso un sito. Per alcuni settori potrebbe funzionare e/o convertire meglio su Facebook che su Google. Come capirlo? Testando e analizzando, magari facendosi seguire da un SEO esperto e preparato in materia.

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