Come sfruttare la Search Intent per migliorare il Ranking

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Pagina di ricerca Google con scritta SEO

Come sfruttare la Search Intent per migliorare il Ranking

Perché capire la Search Intent è importante per posizionarsi

Quando si parla di SEO, si fa sempre più spesso riferimento al Search Intent o, come diremmo in italiano, all’intento di ricerca. L’obiettivo di posizionare al meglio i propri contenuti passa proprio dalla comprensione dell’intento di ricerca degli utenti che vogliamo catalizzare sulla nostra pagina.

Prima di andare a vedere come possiamo capire qual è l’intento di ricerca dei nostri utenti tipo, approfondiamo l’argomento per avere un quadro più completo su cosa intendiamo per Search Intent.

Cos’è il Search Intent

Il search intent, o intento di ricerca, si riferisce alle intenzioni degli utenti quando effettuano una ricerca online. Non ci riferiamo dunque a quello che l’utente digita nella barra di ricerca ma al bisogno che sta cercando di soddisfare.

Gli utenti navigano per diverse ragioni come ottenere informazioni, fare acquisti, trovare un servizio o risolvere un problema. Comprendere il motivo per cui un utente sta cercando una determinata parola chiave è fondamentale per creare contenuti che rispondano in modo efficace alle sue esigenze.

Chi detta le regole del gioco è il motore di ricerca (come Google) che ha l’obiettivo di fornire agli utenti le migliori risorse presenti sul web per una specifica ricerca.

Tasto con scritto querying

Nel momento in cui un utente scrive una query nella barra di ricerca, infatti, Google, attraverso i suoi potenti algoritmi, analizza i contenuti delle varie risorse disponibili e stabilisce una classifica in base alla pertinenza con la query.

Capire i reali bisogni che stanno dietro a una determinata richiesta, quindi, è uno degli obiettivi di Google. Per forza di cose, chi si occupa di SEO non può trascurare questo aspetto, creando dei contenuti che offrano la risposta esatta al proprio pubblico target.

Tipologie di Search Intent

Gli esperti di internet hanno classificato il Search Intent in quattro grandi macro-categorie.

1. Informational Intent (Intento Informativo): Sono tutte quelle query scritte da utenti che stanno semplicemente raccogliendo delle informazioni. La ricerca non è focalizzata sul compimento di un’azione. Ci riferiamo a quelle ricerche che iniziano con “come…”, ad esempio, “come preparare la lasagna”, ma anche frasi di tipo generico del tipo “storia della politica moderna”.

2. Navigational Intent (Intento Navigazionale): In questo caso gli utenti cercano un sito specifico o un brand di cui sono già a conoscenza, come “YouTube” o “Instagram Login”. Sanno che per trovare quello di cui hanno bisogno devono solamente essere accompagnati sulla pagina del marchio che stanno cercando.

3. Transactional Intent (Intento Transazionale): Gli utenti sono pronti a compiere un’azione, come acquistare un prodotto o prenotare un servizio. “acquisto scarpe online” oppure “offerte hotel Milano” sono esempi di intento transazionale.

4. Commercial Investigation Intent (Intento di Indagine Commerciale): Gli utenti vogliono raccogliere delle informazioni prima di effettuare un acquisto. Ad esempio, “migliori smartphone”, “recensioni pc” o “migliori e-commerce di biciclette” sono tipiche ricerche commerciali.

Come puoi sfruttare la Search Intent in ottica SEO?

Ci sono diverse strategie che devono essere applicate sinergicamente per realizzare un contenuto ottimizzato e che calzi a pennello per il nostro pubblico target.

Analizza le parole chiave

Il primo, fondamentale passo è quello di identificare le parole chiave correlate con il nostro contenuto. Diversi strumenti, come SeoZoom o SEMrush permettono di ottenere una lista di keyword correlate all’argomento che stiamo trattando, associandole con un tipo di Search Intent. Se, ad esempio, hai un sito di drop-shipping contenente prodotti di un determinato brand, sarà utile inserire delle keyword transazionali, per attirare chi è alla ricerca di quel tipo di prodotti.

Tastiera computer con scritta Keywords

Una lista di keyword correlate ottenute grazie a questi tools ti consentirà anche di scovare le frasi composte da più termini (parole chiave a coda lunga) a cui molto probabilmente non hai pensato, coprendo così un più ampio spettro di ricerche.

Esplora i risultati della SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca)

Un ottimo modo per capire che tipo di contenuto dovrai andare a formulare è analizzare la SERP. Basterà inserire le tue keyword principali e vedere quali risultati Google presenta per primi. Questo ti darà un’indicazione sull’intento di ricerca dominante. Se i risultati sono principalmente video, recensioni o guide dettagliate, puoi adattare il tuo contenuto di conseguenza.

Mettiti nei panni dell’utente

Utilizzando la logica puoi capire quali sono i bisogni che motivano una determinata query. Facciamo un esempio.

Se qualcuno digita “migliori biciclette elettriche”, probabilmente è interessato a scoprire dei modelli specifici, con tanto di spiegazioni sulle loro caratteristiche, opinioni, raffronti e prezzi, e non un articolo che parli dei vantaggi nell’avere una bicicletta elettrica.

Analisi delle richieste frequenti

Nello sviluppare il contenuto è giusto non essere avari di parole. Ma questo non significa che dovrai inserire un sacco di informazioni a caso. È un dato di fatto che Google e i motori di ricerca in generale tendono a premiare i contenuti più approfonditi e dettagliati aderenti all’intento di ricerca.

Un modo per migliorare l’esperienza utente e aumentare le possibilità che Google ritenga la tua risorsa degna della sua attenzione è quello di rispondere alle domande frequenti relative alle tue parole chiave.

AnswerThePubblic è uno strumento molto efficace per identificare le domande comuni correlate alle parole chiave. Rispondere a queste domande nei contenuti è un buon modo per soddisfare il Search Intent.

Testare e ottimizzare

Monitora le prestazioni dei tuoi contenuti e apporta modifiche in base ai feedback degli utenti e alle analisi delle metriche di SEO. L’ottimizzazione continua è fondamentale per adattarsi ai cambiamenti nell’intento di ricerca e nei comportamenti degli utenti. Utilizza Strumenti di Analisi come Google Analytics e Google Search Console, delle piattaforme che forniscono dati sul comportamento degli utenti e possono aiutarti a comprendere meglio l’intent di ricerca.

Creare contenuti di qualità

Ultimo, ma non meno importante consiglio. La qualità dei contenuti è fondamentale. Inserisci informazioni originali, di reale valore per i tuoi utenti e che contengano dati esatti e aggiornati. Utilizza titoli, meta description e testi coerenti con l’obiettivo dell’utente. Ricordati infatti che queste parti hanno una rilevanza ancora maggiore per i motori di ricerca.

Content marketing

Gli strumenti migliori per analizzare la Search Intent

Sono diversi i tools che puoi utilizzare per analizzare la Search Intent degli utenti e identificare le migliori possibilità di ottimizzazione SEO.

Alcuni di questi sono gratuiti, altri a pagamento.

  1. Auto-completamento della barra di ricerca di Google. La funzione di auto-completamento della barra di ricerca di Google è uno strumento gratuito ma molto utile per capire come indirizzare i nostri contenuti. Iniziando a digitare la tua keyword principale, infatti, la funzione di auto-completamento ti suggerirà quali sono le query con maggiore volume di richiesta effettuate dal tuo utente tipo. Un ottimo modo per sapere come “affinare” il tuo contenuto e soddisfare al meglio il bisogno dell’utente!
  2. Google Keyword Planner. Tra gli altri strumenti gratuiti che puoi utilizzare c’è sicuramente Google Keyword Planner. La piattaforma di Google Ads, ideata per le campagne a pagamento, ti rilascia non solo una lista di parole chiave che puoi utilizzare, ma anche tutta una serie di informazioni utili, tra cui il loro volume di ricerca, la previsione delle offerte, il costo per click, etc.
  3. SEMrush. Questa piattaforma offre una vasta gamma di funzionalità, tra cui l’analisi delle parole chiave, la ricerca della concorrenza, l’analisi della SERP e molto altro. Può aiutarti a comprendere quali contenuti stanno classificando meglio per determinate parole chiave e a identificare nuove opportunità.
  4. Google Trends. Questo strumento gratuito di Google consente di analizzare le tendenze di ricerca nel tempo. Può essere utilizzato per identificare picchi di interesse per determinati argomenti e capire come variano nel corso del tempo.
  5. AnswerThePublic. Abbiamo già accennato all’utilità di questo strumento per creare un contenuto centrato sul nostro utente tipo. Questo strumento visualizza le domande e le frasi correlate alle parole chiave inserite. Utile per capire quali domande gli utenti potrebbero avere intorno a un argomento specifico e adattare i contenuti di conseguenza.
  6. Ubersuggest. Creato da Neil Patel, Ubersuggest offre informazioni sulla ricerca delle parole chiave, la concorrenza e le tendenze. È un’opzione accessibile e può fornire una panoramica completa della tua strategia di contenuti.

Per riassumere, possiamo dire che delle buone abilità di copywriting e SEO sono essenziali per farsi trovare dal proprio pubblico target. Analizzare il Search Intent e adeguare i contenuti di conseguenza è un modo molto efficace per attirare una tipologia di utenti ancora più specifica.

 

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